il 19 gennaio 2021 webinar condotto da Fiorella Patané “MI VEDETE? MI SENTITE? Strumenti di Sopravvivenza online”

Il momento che stiamo attraversando ha modificato la regia dei nostri incontri affettivi e lavorativi.
Abbiamo dovuto rinunciare alle parole e ai gesti in presenza per lasciare posto alle parole e ai gesti attraverso uno schermo.
Riuscire a comunicare è diventato come doversi esprimere in una nuova lingua.
Cercheremo assieme, di trovare alcuni strumenti comunicativi in grado di tradurre questi incontri online in incontri di attenzione partecipativa verso l’Altro: il nostro parente, il nostro amico, il nostro collega e, di conseguenza, beneficiarne in prima persona.

per informazioni +393477253102

Le parole sono importanti

… e tutti noi dovremmo imparare ad utilizzarle.

«Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad avere tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni.
Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere.»

Gianni Rodari, Grammatica della fantasia (1973)