Le maschere dei non amati

le maschere dei non amati

Siamo ancora tutti dei bambini che desiderano essere coccolati.
A volte diciamo, o ci sentiamo dire, frasi come: “nessuno mi ama“, “anche questa volta mi è andata male“, “ma come ho fatto a cascarci?“, “era l’ennesima persona sbagliata“…

Queste frasi possono essere il segno di una antica ferita che non è ancora stata rimarginata, pertanto una ferita che ancora si fa sentire.

Sentirsi incompresi, abbandonati, non amati abbastanza, mai apprezzati, sono sentimenti che scaturiscono da quel tipo di ferite, probabilmente inferte durante l’infanzia da persone, familiari o amici, che non hanno saputo amarci, talvolta, non hanno saputo farci comprendere quanto ci hanno amato.

L’ESPERIENZA DEL NON SENTIRSI VISTI, NON SENTIRSI ASCOLTATI, NON SENTIRSI AMATI SI RADICA IN NOI, INFLUENZA LA NOSTRA VITA, IL NOSTRO EMOTIVO, LE NOSTRE RELAZIONI, LA NOSTRA ANIMA.

Trovarsi e raccontarsi, attraverso strumenti, quali il gioco e la narrazione, può permettere un’analisi di questo tipo di esperienza e una migliore accettazione di tutte le successive esperienze negative da essa derivate.
Conosceremo le maschere che abbiamo dovuto indossare per sentirci amati, individueremo le ferite che ci hanno segnati, allo scopo di liberarcene e poter recuperare la capacità di riuscire ad amare e di essere felici.

Per informazioni +393477253102

Obiettivi di Piccola Libertà

Atmatica alle Mauritius

Quando ti prepari per andare in vacanza ritrovi una pazienza nuova.
Eccola, è la tua e la riconosci. Ti accorgi che l’avevi perduta durante il cammino, ma ora eccola qui.

La pazienza di fare le cose con Gioiosa Calma.
Quando sai di avere il grande obiettivo di andare in vacanza, e sai pure che questa cosa, tra l’altro, potrebbe anche non succedere perché con tutte le cose che ci succedono nella vita potrebbe pure essere che ti salti la vacanza, però in questi “giorni verso la vacanza” tu sei una persona più paziente, più calma, più tranquilla perché hai quella luce, quel desiderio che si sta per avverare e devi mantenere la calma perché tutto deve andare bene, ma soprattutto puoi spendere le tue energie in tutto questo perché dopo sai che le recupererai.
Quindi a casa sei più paziente e tollerante verso le persone che ami, al lavoro sai che devi terminare delle attività e quindi sei più precisa e più brava del solito.
Sai che tutto ciò ti serve per stare bene dopo.
Perché hai un obiettivo di libertà.

Un Obiettivo di Piccola Libertà

Questo significa che se abbiamo dentro di noi la proiezione futura di serenità, di libertà, di tranquillità, lavoriamo meglio per noi stessi, per mantenere quel sogno. Siamo più tranquilli e più sereni e sappiamo come soddisfare le nostre necessità con puntualità e precisione perché siamo più attenti.

Alla fine di ogni giornata lavorativa trovati un obiettivo un obiettivo di piccola libertà che ti dà l’opportunità di dire a te stesso “Se oggi sono più paziente e spreco le mie energie di più del solito però verrò ripagata da questo obiettivo di Piccola Libertà”
L’obiettivo di Piccola Libertà può essere un hobby, un libro, una telefonata a chi ami, un film, un gioco di società, un passo di danza o una partita da assaporare con calma, una serata con gli amici, stare in famiglia tutti assieme, sognare da soli ad occhi aperti seduti sul divano, fare qualcosa che amiamo profondamente.
E sarà allora che questa Piccola Libertà diventerà una Grande Libertà, poiché sarà necessario trovargli spazio ogni giorno della nostra vita. Sarà il nostro nutrimento. Dobbiamo quindi dedicargli un Tempo, un piccolo periodo di tempo che diventerà il momento più importante della giornata.
Datevi degli obiettivi di libertà.

Le parole sono importanti

… e tutti noi dovremmo imparare ad utilizzarle.

«Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad avere tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni.
Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere.»

Gianni Rodari, Grammatica della fantasia (1973)

Prendere un treno

E prendilo questo treno!

Quante volte ne hai preso uno? Bene, hai notato che è sempre un’emozione, una grande emozione, prendere un treno. Anche se tu sei un pendolare e compi questa azione tutti i giorni.

È un’emozione perché il treno ti porta via, ti obbliga ad un cambiamento, ti strappa dalle radici, ti allontana dalla tua zona di comfort.

Tutto questo succede anche quando devi intraprendere un qualsiasi altro nuovo viaggio scegliere se fare un corso, cambiare lavoro, allargare i tuoi progetti di vita con il tuo compagno, andare a parlare con il datore di lavoro per un aumento, chiedere alla tua migliore amica una mano per un grosso problema che hai e che non osi confessarle.

Queste e altre azioni necessitano di una decisione.

Se non sai prendere il treno.

Se non sai dove vuoi andare con questo treno.

Se non sai quale treno scegliere.

Se non sai come fare ad acquistare un biglietto per un cambiamento….

chiamami che ne parliamo assieme.

Cambiamento

Fiorella +393477253102

e poi cosa succede..

rivolgersi a un counselor
farsi seguire da un counselor
chiedere aiuto a un counselor
parlarne con un counselor

parlare per farsi ascoltare 

nessuno mi ascolta forse un counselor potrebbe.. ???

e poi cosa succede?
e poi io cosa devo fare?

contatti: +393477253102 

Seminari

Fiorella Patanè

In Aprile a Firenze
Fiorella Patané
Counsellor Professionista
terrà il seminario
Counselling e digitale

Innovazione e cambiamento per la professione d’aiuto
Un viaggio psicosintetico alla scoperta delle nuove professioni e dell’importanza dell’aspetto della comunicazione, nel mondo reale e nel mondo digitale, nelle professioni d’aiuto.

Si tratta di una giornata durante la quale attraverso conoscenze e strumenti psicosintetici desidero creare un dialogo aperto con i counsellor sulle difficoltà incontrate da tutti noi – sia durante la formazione che dopo – e delle possibili modalità di affrontarle, allo scopo di trovare delle soluzioni appropriate, semplici e che siano risonanti rispetto al progetto interno di ognuno, il tutto aiutandosi anche con gli strumenti che offre la tecnologia.

Attraverso la rappresentazione del mondo che cambia, delle professioni d’aiuto nate negli ultimi anni e di come si posizionano in rete e all’interno del mondo sociale e del lavoro, si potrà trovare una collocazione personale migliorativa rispetto all’attuale e sempre più evoluta, nell’ottica di ascoltare e ascoltarsi e, all’occorrenza, di essere sempre in grado di riprogettarsi per perseguire lo scopo che ci si è prefissi quando si è scelto di fare il counsellor psicosintetico.

Di cosa si parlerà
Delle nuove professioni digitali e dell’importanza dell’aspetto digitale nelle professioni d’aiuto.
Di come percorrere al meglio la strada per esercitare una professione difficile come l’aiuto alla persona: aiutare con la tecnologia, senza perdere di vista la persona.
Del SE counsellor e della relazione tra counsellor, anche in rete. Di come si può comunicare al meglio in rete attraverso le parole, i valori e l’etica assagioliana.
Di come saper comunicare, nel contesto web e oltre, se stessi, costruendo delle efficaci narrazioni di sé, al fine di prendere contatti con aziende e/o potenziali clienti.
Di come costruirsi una “rete” reale e virtuale.
Di “cosa pensavamo di fare, cosa vogliamo realmente fare e di come vogliamo volerlo fare.”

Gli strumenti offerti:
STRUMENTI PER INIZIARE

Sono diventato counsellor e ora?

Quando mi affaccio fuori da questa porta/opportunità cosa vedo? Cosa vedono gli altri? E cosa

voglio voler vedere?

STRUMENTI PER IL TIROCINIO – il Marketing del sé

Sto studiando per diventare counsellor SIPT, devo fare il tirocinio.

Come posso proporre la mia candidatura al meglio?

Quali strumenti tecnologici posso usare?

STRUMENTI PER STARE AL PASSO

Counsellor oggi: una nuova professione richiede una nuova attenzione.

Che impatto ha la vita digitale con la mia professione di counsellor psicosintetico? Come devo guardare al mondo digitale e quali sono i vantaggi che mi può dare?

Curiosità: la robotica nella professione d’aiuto, nell’educazione e nella vita di tutti i giorni.

Cosa si porterà a casa

PRINCIPI, PRATICHE, COMPETENZE

Strumenti pratici da utilizzare per valutare la situazione attuale e come affrontare le situazioni che ci attendono, trasformandole positivamente verso ciò che più desideriamo.

Se sei arrivato fino qui probabilmente in te c’è un vero interesse. Allora contattami!

Atmatica Formazione  la conquista delle abilità

Contatti: 3477253102 – fiorella@atmatica.it